RASSEGNA STAMPA

“[…] ne “L’Orfeo” è un balsamo l’ingresso del soprano Francesca Boncompagni come Proserpina: non fa nulla di particolare, ma al solo aprir bocca fa ascoltare ciò che, per naturalezza d’espressione e freschezza mediterranea, è mancato al discorso musicale sino a quel momento.”

[Francesco Lore, L’Ape musicale, giugno 2017]

 

“Magnifica la Proserpina di Francesca Boncompagni.”

[Luis Gago, El Pais, giugno 2017]

 

“Francesca Boncompagni è una Giunone eterea, quasi sognante.”

[Vittorio Mascherpa, Operaclick, giugno 2017]

 

“[Apparato] vocale in qualche caso perfino commovente, come […] nella freschezza controllata e viva di Francesca Boncompagni.”

[Cesare Galla, Vvox, giugno 2017]

 

“[…] La Proserpina di Francesca Boncompagni è stata ricca di sentimento e di dignità, e la forza della sua limpida voce ha finalmente avuto il giusto rilievo dopo due opere in cui era confinata nel coro.”

[Charlotte Perkins, B24/7, maggio 2017]

 

“Mi aspetto in futuro altre incisioni [dello Stabat Mater di Boccherini]. Dovranno essere davvero di buona qualità, almeno vocalmente, per superare il lavoro del soprano Francesca Boncompagni. Il suo canto è squisito: dolce di timbro, perfettamente intonato e ricco di sfumature espressive.”

[David Hurwitz, Classics Today, marzo 2017]

 

“La signora Boncompagni raggiunge un bellissimo compromesso nella sottile linea di confine tra la precisione vocale e la mera eleganza. […] C’è bellezza e profondità nel suo canto, e allo stesso tempo non perde mai di vista il linguaggio delicatamente impegnativo proprio di Boccherini. […] Essendomi pienamente goduto questa esecuzione strumentale e vocale meravigliosamente espressiva, sono altresì grato agli esecutori per avermi ricordato che nella musica di Boccherini c’è più che una superficiale grazia.”

[D. James Ross, Early Music Review, febbraio 2017]

 

“[…] Grazie alla voce di velluto di Francesca Boncompagni, sono emersi soffici toni pastello che hanno dato alle Antifone di Galuppi una nuova, delicata profondità. La leggerezza e la grazia delle melodie, combinate con la morbidezza del piacevole timbro della signora Boncompagni – per non parlare dell’acustica della gremita Geerkerk, hanno regalato un effetto particolarmente plastico. Le melodie dedicate alla Madonna si sono librate senza sforzo, belle e cristalline oltre ogni dire. Nella seconda Antifona, la voce del soprano ha acquistato ancor più potenza e colore. Esultante e raggiante, flessibile negli acuti e tuttavia dotata di profondità, la voce della cantante italiana si è rivelata perfettamente adatta alla nobiltà dei mottetti di Galuppi .”

[Olga de Kort, Olga de Kort Website – Blogsite, settembre 2016]

 

“Eccelle il soprano Francesca Boncompagni con un sapiente canto che dona alla sua voce bella purezza e fluidità, e che comunica al tempo stesso un senso di consolazione e appropriata reverenza. In particolare ammiro il suo eccellente controllo del fiato nelle lunghe linee melodiche del ‘Tui Nati vulnerati’, il carattere ispiratore del ‘Fac me plagis vulnerari’ e una così affascinante innocenza e devozione nella parte finale ‘Quando corpus morietur’.”

[Michael Cookson, MusicWeb International, settembre 2016]

“La componente strumentale diviene sontuoso ambiente e preziosa cassa di risonanza della parte vocale, di cui Francesca Boncompagni restituisce l’intensità affettiva e l’afflato sentimentale in un modo che appare ideale per la cifra poetica ed espressiva di Boccherini: con partecipe ispirazione ma al contempo con un nitore di tratto e un contegno – aristocratico verrebbe da dire – che riescono toccanti senza nulla concedere alla sbavatura sentimentalistica o al facile effetto. In tale contesto ogni gesto – una messa di voce, un giro di frase, il gioco degli accenti – sembra corrispondere a una precisa necessità”.

[Cesare Fertonani, Amadeus, agosto 2016]

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“Il soprano Francesca Boncompagni ha interpretato [nella cantata “Squarciato appena havea” di Francesco Provenzale] la vedova augusta e dolorosa nel lutto alternandola poi invece a momenti di perfidia caustica e capricciosa. Ha brillato anche nelle altre cantate e canzoni, plasmando con la stessa leggerezza e con lo stesso timbro di soprano di agilità gli acuti come il registro grave, tingendo di scuro le incantevoli pene d’amore nella Tarantella di Pietro Paolo Cappellini, profondendo perfetto entusiasmo nell’aria di Andrea Falconieri “Vezzosette e care pupillette” dedicata agli occhi dell’amata, e nel languido sospirare del cantabile “O ben sparsi sospiri”.”

[Hans Jürgen Kugler, Badische Zeitung, agosto 2016, traduzione dal tedesco di Michael Vorwerk]

“Francesca Boncompagni ha esibito una voce cristallina, cantando il ruolo di Proserpina con semplicità e nobiltà.”

[Eric Simpson, New York Classical Review, 2015]

“Francesca Boncompagni è stata una Proserpina superba, l’arioso di gratitudine che canta quando Plutone si arrende alla sua intercessione è stato cristallino e immensamente meraviglioso.”

[Claire Seymour, BBC Promenade Concerts 2015]

“[…] Francesca Boncompagni, soprano dalla raffinata presenza scenica e dalla voce celestiale e seducente, agile e fresca, nel meraviglioso Lamento della Ninfa capace di regalare l’essenza del pathos monteverdiano sul male d’amore con una profondità e una intensità ammalianti.”

[Cesare Galla, Giornale di Vicenza, 2014]

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